Nagoya
Capoluogo della prefettura di Aichi, questa città di oltre 2 milioni di abitanti si trova 260 km a ovest-sud-ovest di Tokyo.
Situata nella parte più interna della Baia di Ise (Oceano Pacifico), alla foce del fiume Shonai, e circondata su tre lati dalla pianura alluvionale del fiume Kiso, si sviluppò dappurima come emporio commerciale, quindi come centro industriale, dopo l’installazione nel 1882 dei primi cotonifici. Gravemente danneggiata dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, la città risorse prontamente dalle rovine e conobbe un rapido sviluppo demografico fino a divenire la quarta città del Paese, dopo aver raddoppoato la popolazione negli ultimi vent’anni.
Nel secolo XIV residenza della famiglia Nagoya, passò poi agli Shiba e all’inizio del secolo XVII al ramo di Owari della famiglia Tokugawa.
E’ famosa per il suo castello, che, costruito nel 1610 da un gruppo di ventidue daimyo su ordine di Tokugawa Ieyasu per il figlio Yoshinao, venne distrutto dalle bombe nel 1945. Ricostruito nel 1959, ospita uno splendido museo nei suoi cinque piani che si alzano per 48 m.
Famosa fin dal secolo XIII, unitamente alla vicina Seto, per le sue porcellane e maioliche (la cui produzione rappresenta oggi il 70% di quella nazionale), Nagoya è sede di industrie tessili, metalmeccaniche (auteveicoli, aeromobili, macchinari), siderurgiche, metallurgiche (alluminio), chimiche (fibre sintetiche, fertilizzanti, coloranti), elettrotecniche, cantieristiche, della carta e degli strumenti musicali. Il porto, aperto nel 1907, si avvale di installazioni situate su una vasta superficie, in parte sottratta al mare, ed è attrezzato per la navigazione di cabotaggio e internazionale (esportazione di autoveicoli).























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